Ildegarda di Bingen e il Risveglio dell'Energia del Fiore Rosso Femminile
Esiste un Antico Segreto Ancestrale che Ildegarda conosceva
Ildegarda di Bingen è la Donna con il Fiore Rosso che visse per il Risveglio della Viriditas
Esiste un Sapere Antico, un Antico Segreto Ancestrale, il Fiore Rosso Femminile, che Ildegarda di Bingen conosceva.
Una benedettina, amica di penna del Barbarossa, mai accusata di stregoneria o di eresia era consapevole che Antiche Donne dell’Epoca della Grande Madre custodivano questo Ancestrale Sapere, il Rispetto all’Integrità Autentica della Donna e alla sua Sacralità Femminile
Il Fiore Rosso Femminile conserva ancora oggi, come una medicina, la capacità di andare all’essenza della vita, una condizione di gioia che pulsa come un cuore e consente alle donne di esprimere la forza, il mistero, la bellezza e la purezza delle foreste vergini e selvagge, inviolate e sconosciute, covando costantemente nel profondo di se stesse una perpetua divina naturale autentica ebbrezza.
Ildegarda di Bingen, attraverso le sue Visioni, è stata abile a far emergere antichi misteri femminili, il sacro dono, l’essenza dei segreti più profondi della natura, l’essenza divina femminile, la capacità di socializzare e di realizzarci in armonia con la natura che ci circonda, sorridere alla vita e danzare, in equilibrio, in sospensione con sensibilità e sentimento per dissolvere minacce dolore e lacrime di una vita piena di insidie.
Ecco cosa è il Fiore Rosso, l’essenza divina femminile, una chiave, uno strumento potentissimo per aiutare le Donne a riconoscere la propria sacralità.
L’energia del Fiore Rosso è una energia femminile, è una esperienza impagabile che ti riempie l’anima.
Chi è Ildegarda di Bingen?
Ildegarda di Bingen, macilenta, baciata da una spiccata attitudine al comando, capace sia di comporre inni purissimi sia di curare la lebbra e le infezioni, tormentata da micidiali emicranie, lei, potente badessa del XII secolo è infatti diventata un emblema contemporaneo della cultura dell’energia femminile, dell’Antico Sapere del Fiore Rosso, una visionaria delle nuove frontiere della musica, un’icona del Risveglio del Fiore Rosso.
Sin dalla più tenera età Ildegarda di Bingen ebbe delle visioni, che definiva “non del cuore o della mente, ma dell’anima” e di cui iniziò a parlare e a scrivere soltanto intorno ai quarant’anni.
Ultimamente sempre di più, è assurta al ruolo di prima “dottoressa” nutrizionista esperta in medicina allopatica, fitoterapia e psicosomatica. «Non meravigliamocene. Ildegarda di Bingen ascoltava le confidenze delle persone che aveva vicino. Studiava la medicina ma conosceva a memoria la Bibbia, che è ricca di parole carnali. I sensi di colpa sono venuti dopo.»
Le interpretazioni artistiche sulle sue opere sono espresse da personalità forti. La omaggiano storiche, docenti di filosofia, romanzieri, dietiste, amanti della buona tavola, riviste di cucina, naturopate, musiciste, organizzazioni teatrali e di spettacolo, manager, visionari, artiste, conferenzieri.
Ma tutto questo è tanto, troppo per il risveglio del Fiore Rosso Femminile
Forse anche per la nobile Ildegarda di Bingen, nata nel 1098 nell’Assia Renana, ultimogenita di Hildepert e Machtilde, e fin da piccola manageriale, decisa, superdotata e preda di visioni a occhi aperti. Per darle pace e un futuro, e perché così si usava nelle prolifiche famiglie aristocratiche di allora, i genitori la mettono in convento che ha appena 8 anni.
Saggia decisione.
Ildegarda di Bingen a 12 anni prende i voti
Entra nel monastero benedettino di Disibodenberg. Di cui a 38 è già badessa. E già rincorsa dal suo brand (il convento lucra sui suoi deliqui e sulle folle di pazienti che cercano le sue terapie). Tant’è che poi si mette in proprio e fonda altre due comunità monastiche, a Rupertsberg e a Eibingen. Ormai è la Sibilla Renana, che dal suo angolo di mondo nei dintorni di Magonza dà del tu a Papi, Teologi, Imperatori.
A tutti quanti preferisce le donne del suo entourage, che ascolta, istruisce, guarisce e rimbrotta. Una carriera veloce, la sua.
Improvvisamente sbiadisce nei secoli. Fino all’apoteosi contemporanea, quando Benedetto XVI, nel 2012, la proclama prima Santa e poi dottore della Chiesa. «Sì, Ildegarda è ben banalizzata. Ma lei non si lascia mai tradire. Il suo messaggio magari viene diluito, ma mai deformato. Lei resiste persino alla canonizzazione, che rischiava di renderla ortodossa.»
E’ molto lodata da Monsignor Ravasi, guarda caso il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura che ha voluto interessarsi al femminile. Insomma, Ildegarda sarà pure diventata una superstar contemporanea, ma il suo decoro dalle nostre parti è ben difeso.
Già, appunto: ma perché piace così tanto, oggi, Ildegarda di Bingen?
Credo si tratti del grande bisogno di bellezza e armonia che ci coinvolge tutte noi Donne, il risveglio del Fiore Rosso femminile grazie ad Ildegarda di Bingen ci offrono la chiave per ritrovare o mantenere la nostra «Viriditas», la nostra Energia Vitale.
La sua epoca e la nostra sono diverse ma qualitativamente simili, perché coinvolgono anni in cui si avverte una mancanza di punti fermi. E poi c’è la sua profezia, così incoraggiante ieri e oggi: alla fine del regno dell’Anticristo arriva la Pace, la fine dei Tempi è la Vittoria del Bene.
Il Medioevo è finalmente diventato luminoso, il risveglio dell’energia femminile è alle porte, dopo che le sue presunte ombre sono state fin troppo vendute sul mercato. E quindi, ora, ci viene spontaneo tirare in ballo la sua modernità per giustificarlo. E poi c’è il fascino dei suoi grandi geni, di cui Ildegarda è parte: non sono mai moralisti, semmai sono esistenziali.
La fama attuale della badessa deve molto all’empito ecologico. E non ci stupisce che oggi vada per la maggiore il “digiuno ildegardiano”, dolce e detox, una pulizia energetica fatta apposta per ritrovare la Viriditas.
L’elogio della tisana di finocchio, della minestra di farro e delle spezie energizzanti, cannella, zenzero, galenga. Tutto andrebbe contestualizzato nella sua visione religiosa, certo.
Non è Ildegarda ad avere bisogno di noi, siamo noi ad avere bisogno di lei!
Per Ildegarda di Bingen l’essere umano ha ricevuto un corpo proprio per imparare a conoscere i suoi limiti. Dunque il corpo è un valore. Astenersi eccessivamente dal cibo è perciò irragionevole. E produce una sorta di orgoglio che fa credere di poterli superare, quei limiti.
Il corpo, in verità, è il vestito dell’anima, che ha una viva voce e perciò è giusto che il corpo, attraverso la voce, canti con l’anima lodi a Dio.
Donna coraggiosa con il Fiore Rosso – Una monaca benedettina
Non ebbe timore di entrare in contrasto con il clero della Chiesa cattolica del tempo, e fu sia nella musica che in altri campi da lei affrontati grande innovatrice e sperimentatrice. Pur non avendo alcuna conoscenza musicale, nelle sue composizioni infranse infatti i limiti delle morbide forme stilistiche dei compositori a lei contemporanei, ed è ancora oggi ricordata per la grande estensione vocale riscontrata nei suoi canti, che talora supera addirittura le due ottave.
E per la Santa Ildegarda è proprio la musica il mezzo per eccellenza di unione tra la donna e l’energia femminile, il suo Fiore Rosso, ricreando sulla terra l’armonia perduta e consentendo di immaginare l’armonia che verrà alla fine dei tempi.
Siamo al servizio dell’armonia, il nostro corpo è come uno strumento musicale. Da tenere sempre accordato.
Per raccogliere a piene mani il Sapere del Segreto Ancestrale che custodivano le Antiche Donne dell’Epoca della Grande Madre, ogni anno preparo per te una giornata all’Isola del Garda, dedicata alla figura della badessa benedettina tedesca Ildegarda di Bingen.
Un intero Seminario comprensivo di Laboratori Esperenziali con Michele Proclamato, scrittore, simbologo, studioso e appassionato della Tradizione
Ecco cosa scoprirai partecipando al Seminario:
Durante la giornata con lo scrittore Michele Proclamato, autore del libro “Ildegarda di Bingen – Storia di una Santità Iniziatica”, verranno trattati argomenti relativi all’antico sapere dell’ottava e alla sua applicazione pratica nella realtà quotidiana.
La legge dell’ottava immerge le sue radici nell’essenza dei segreti più profondi della natura, l’essenza divina femminile, la capacità di socializzare e di realizzarci in armonia con la natura che ci circonda, sorridere alla vita e danzare, in equilibrio, in sospensione con sensibilità e sentimento per dissolvere minacce dolore e lacrime di una vita piena di insidie.
La legge dell’ottava ha numerose implicazioni nella vita interiore quotidiana. E’ indispensabile per aprire livelli di consapevolezza e ottenerne un vantaggio nelle 3 virtù, in fede, speranza e carità.
Lascia che ti spieghi, forse non lo sai ma Michele Proclamato è esperto del linguaggio della ottava e conosce come avvicinarsi alla struttura simbolica di questi preziosi saperi emozionali ancestrali più antichi della civiltà umana.


Esperta Narratrice Ancestrale in attivazioni energetiche al femminile, in metodi energetici di Guarigione e Armonizzazione del Corpo e dell’Anima.